Roma: Alfonso Cuaron racconta Città del Messico e tutte le città del mondo

Colonia Roma, è un quartiere di Città del Messico fondato nei primi del 1900, e presto diventato zona residenziale per classi benestanti. Caratterizzato da palazzi sontuosi, obelischi e decorazioni che richiamano l'architettura romana, oggi è una delle zone più conosciute della capitale messicana.

Da questo quartiere trae il titolo il nuovo film di Alfonso Cuaron, in concorso alla settantacinquesima mostra del cinema di Venezia, che qui si svolge interamente.

La storia è quella di un nucleo familiare della ricca borghesia , e soprattutto di Cleo, una donna solo apparentemente fragile che lavora in quella famiglia come cameriera e governante, e che con il passare del tempo ne diventa quasi parte integrante. Ma al di là della trama, Cuaron offre allo spettatore uno spaccato di vita quotidiana, reso più universale nello spazio e nel tempo dalla scelta del bianco e nero. Gli effetti sonori sono grandiosi e particolari. I rumori avvolgono lo spettatore a 360 gradi diventando in alcuni casi anche fastidiosi. Mi chiedo quanto il film perderà senza di essi, in particolare sul piccolo schermo. La storia di Città del Messico, per quanto sia rappresentata anche in modo crudo (ad esempio il Massacro del Corpus Christi) rimane sullo sfondo, esattamente come il monte con la sigla LEA (Luis Echeverría Alvarez, presidente del Messico dal 1970 al 1976) che campeggia in una delle scene più significative del film e che personalmente mi ha evocato il monte giano a Roma. Divertentissimo un piccolo film nel film, quando i protagonisti si recano al cinema a vedere "Lost in Space", un b-movie con effetti speciali antidiluviani, che auto-cita "Gravity" di Cuaron (sotto il casco dell'astronauta sembra scorgersi una star di Hollywood ... lo scopriremo solamente rivedendo il film, grazie al fermo immagine)

L'arrivo di Alfonso Cuaron a Venezia (foto di Rossana Viola @rossviola)


In conferenza stampa Guillermo del Toro ha affermato, ad una diretta domanda di un giornalista, che giudicherà tutti i film in modo imparziale, senza farsi influenzare dalla propria personale amicizia con Cuaron. "Sono il presidente della giuria, non il dittatore".

Ciò nonostante si ha la sensazione che difficilmente "Roma" dovrebbe tornare a casa senza premi, perché, anche se un po' lento, è un bellissimo film, che tocca alcune corde intime, familiari anche a chi non è cresciuto a Città del Messico.


Il film, prima di essere disponibile sulla piattaforma Netflix, sarà probabilmente distrinuito nella sale il prossimo Novembre.

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