Venezia 75: "Josè" di Li Cheng vince il Queer Lion Award

Tra i tanti awards assegnati a Venezia ad ogni edizione del festival, spicca spesso il film vincitore del QUEER LION AWARD, il premio per il miglior film a tematiche omosessuali  & queer culture. Non fa eccezione questa dodicesima edizione in cui vince “José” di Li Cheng, film a bandiera Guatemalteca (il primo dal Guatemala nella storia del Festival di Venezia).   

Meritatamente, aggiungo subito.


Il film è il ritratto della Città del Guatemala.  A fronte di una età media bassissima (il 50% della popolazione è sotto i 19 anni) la popolazione ha un altissimo livello di povertà, e risulta estremamente conservatrice ed omofoba.


Josè (Enrique Salanic) e Luis (Manolo Herrera) in un fotogramma del film


Il film però è la storia della scoperta dell’amore da parte di un ragazzo (di José, appunto) per un altro ragazzo (Luis). José (Enrique Salanic) è un giovane sotto i 19 anni, che vive con la madre e lavora come “butta-dentro” per una tavola calda che vende i tipici shucos. Più precisamente corre tutto il giorno, rincorre le auto che passano, cercando di convincere chi passa a farsi portare in auto i panini, le salse e le bibite.


Fa da sfondo e corollario, una società apparentemente moderna (con cellulari e app di incontro) ma in realtà piena di taboo. Josè incontra ragazzi, fa sesso, poi torna al suo quotidiano. Si vede e si percepisce che questi incontri sono clandestini e potenzialmente pericolosi.


Josè incontra Luis (Manolo Herrera) e i due si innamorano. Al tempo in squallidi alberghi ad ore si somma e sostituisce il tempo insieme per  viaggi in moto e il sogno di una vita insieme. Luis (che ha ferite sul corpo inferte dai suoi fratelli quando lo hanno trovato con un altro ragazzo) vuole andare via, partire e vuole che Josè lo segua, e fare una nuova vita non in clandestinità. José non se la sente: ha una madre fortemente religiosa che prega per (e ricatta) José affinché “rinsavisca” e non esita andare dal suo datore di lavoro perché lo controlli di giorno (e chiede alla sorella di farlo la sera).


 Il regista del film Li Cheng


Il film ha una forte impronta neorealista, ritrae il bivio della società guatemalteca e lo sovrappone a quello di José. A questo si somma il fatto che già girare il film sia stato un atto di coraggio. Non si trovava infatti una troupe o attori per una produzione così di rottura.


La domanda è quindi: riuscirà José (ed il Guatemala) a rialzare la testa e a vivere la sua vita ?  


Un film per pensare.







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