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Intervista ad Ali Asgari, in concorso con "A bit of light"

11 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Tra gli ultimi film in concorso ad essere proiettati alla 83sima Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia, c’è una delle pellicole più attese: “A bit of light”, il nuovo film di Ali Asgari prodotto per l'Italia da Zoe Films. Si tratta del sesto lungometraggio del regista iraniano, già autore degli acclamati “Divine Comedy”, presentato a Venezia lo scorso anno, e “Kafka a Teheran”.

Abbiamo incontrato Ali in queste giornate frenetiche prima della proiezione del suo film e gli abbiamo fatto qualche domanda.


 

VENEZIACINEMA: Ciao Ali. Che sensazione è tornare a Venezia in concorso?

ALI ASGARI: È sempre molto interessante di stare a Venezia perché amo il festival, amo la città, amo il vostro paese ma questa volta è un po' diverso perché non sono mai stato in concorso. L'effetto è molto diverso, e non è semplice esprimere la sensazione che ho perché è una cosa molto intima: c'è felicità e allo stesso tempo una sensazione un po' di sorpresa.


VENEZIACINEMA: C'è anche un po' il senso di responsabilità?

ALI ASGARI: quello c'è sempre perché, quando fai un film, sempre c'è questo senso di responsabilità non solo per me ma anche per nei confronti di tutti gli altri membri del team che vengono dall'Iran.Inoltre stare in un grande festival, come quello di Venezia, ti dà sempre un po' di stress. Tutti magari ti chiedono cosa vuoi fare per il tuo prossimo film, quale sarà il tuo prossimo passo. Io poi cerco sempre di dimenticare tutte queste cose prima di scrivere qualcosa e cerco di scrivere solo le cose che penso, nel momento in cui inizio a lavorare al film “



VENEZIACINEMA: i membri del team con cui hai lavorato sono gli stessi di Divine Comedy ?

ALI ASGARI: No. Questa volta il team è nuovo, ad eccezione di qualche attore con cui lavoro da tempo, come Sadaf Asgari.


VENEZIACINEMA: Nei tuoi lungometraggi ci sono spesso riferimenti ai film precedenti. Pensi a “La bambina segreta” o anche a “Kafka a Teheran”. Questa volta c'è qualche riferimento ai tuoi film precedenti o è una storia totalmente nuova?

ALI ASGARI: Questa volta no. In realtà io avevo scritto un altro film che era un riferimento a Divine Comedy ma il problema era che quel film era una commedia ed era moto ironico. A gennaio in Iran abbiamo vissuto una situazione molto grave [a seguito delle proteste per la crisi economica, vi è stato un blackout totale di Internet migliaia di arresti e di vittime - ndr]. Quando ho deciso di iniziare a girare un film, ho pensato che non fosse il momento adatto per una commedia. La gente non stava bene, era abbattuta e uscendo dalla tragedia di gennaio si aspettava un'altra tragedia imminente, cioè la guerra. Il film è stato girato a Teheran proprio in questo periodo tra una tragedia e un’altra. Dopo qualche giorno di riprese è scoppiata la guerra. Ci siamo poi spostati in Turchia per completare le riprese, con le scene degli interni. Nonostante tutto ciò il film parla di speranza. Alla fine, la speranza è una cosa che noi cerchiamo non solo in Iran ma anche in tutto il resto del mondo.


VENEZIACINEMA: ricordiamo che in Italia, dopo la premiere al Festival, il giorno 11 settembre, il film sarà distribuito da Teodora Film; il titolo italiano sarà “Un po’ di luce” e potrete vederlo in tutte le sale dal prossimo 1 Ottobre.



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