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Mostra del cinema di Venezia 2026: tutto il cinema iraniano che vedremo al Lido.

  • 29 lug
  • Tempo di lettura: 4 min

E' stata  finalmente resa nota la selezione dei film della 83sima Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia. Per gli amanti del cinema iraniano anche quest'anno è un'occasione da non perdere assolutamente. Ecco in sintesi quello che potremo vedere.


Il ritorno di Ali Asgari, per la prima volta in concorso.


Ali Asgari, regista iraniano che ha vissuto e studiato anche in Italia, a Venezia è quasi un habitué. Dopo tre partecipazioni nella sezione Orizzonti, Asgari partecipa per la prima volta in concorso per il Leone d’Oro con il nuovo film, una coproduzione che vede coinvolto l'Iran insieme a Svizzera, Italia, Canada e Turchia. “Kami Nour (A Bit of Light)” e’ probabilmente il film iraniano più atteso, dopo l’entusiasmo raccolto lo scorso anno con “Komedi-e elāhi - Divina Commedia”.  Come nei film precedenti ("Kafka a Teheran", "La bambina segreta",…) Asgari apre una serie di finestre sulla Teheran di oggi. Dopo essere stato arrestato e aver visto chiudere il suo studio medico, un medico iraniano perde la fiducia nel futuro e decide di togliersi la vita, ma un ultimo giorno in famiglia inizia a sconvolgere la sua decisione.

L’attrice Sadaf Asgari, vista a Venezia anche lo scorso anno, sarà probabilmente l’unica attrice “storica” della “compagnia” di Asgari che vedremo quest'anno sullo schermo, almeno a quanto riportato dalle sinossi. Con lei Ramtin Daghigh, Forouzan Jamshidnejad, Mina Rahimzadeh e Missagh Zareh. Una curiosità. Nel 2015 l’attore iraniano è stato protagonista del corto di Zahra Azizmohammadi “Vaghte Ezafeh”, al quale aveva collaborato un giovane Mohsen Gharaei, l’altro regista iraniano in competizione quest’anno a Venezia.


Ali Asgari in collegamento con Pietro Gallina (Veneziacinema) alla proiezione de "la Bambina segreta" alla Sala Fronte del Porto di Padova, Maggio 2026.  



Il regista Mohsen Gharayi, per la prima volta a Venezia, nella sezione Orizzonti


Nato nel 1984 (42 anni), Mohsen Gharayi è un regista che vanta molteplici esperienze nel mondo del cinema: montaggio, casting, aiuto regia in varie produzioni, anche premiate a livello internazionale. Il suo primo film “don’t be tired!” è del 2013. Il secondo film, Sade ma'bar, nel 2017 ha vinto il premio di miglior film al festival di Sofia e a quello di Busan. Il terzo film Bi Hameh Chiz del 2021 ha raccolto, tra i vari riconoscimenti, il premio della giuria al prestigioso festival di Fajr.

Moragheb (Falling House) è la storia di una guardia carceraria veterana che, sospesa per un grave errore, viene a sapere che la figlia maggiore intende trasferirsi all'estero per fare la modella. Deciso a fermarla, fa di tutto per impedirle di andarsene. Il film è una coproduzione che unisce l'Iran, gli USA e la Germania.

Nel cast troviamo il bravissimo Farhad Aslani (@aslooni), che abbiamo già incontrato a Venezia nel 2019 per la premiere di “Metri shesh va nim” di Saeed Roustayi. Al suo fianco la giovane Elena Khakbazan, Laleh Marzban e Rima Raminfar.

 

Farhad Aslani alla Mostra del cinema di Venezia nel 2019 (Foto: Pietro Gallina)



Un cortometraggio d'animazione diretto da Amir Houshang Moein, selezionato per il concorso Orizzonti Corti.


Proprio nell’anno della scomparsa di Marjane Satrapi, “Bleu Au Loin” (Distant Blue) un cortometraggio d'animazione di produzione francese diretto dall’iraniano Amir Houshang Moein (instagram: @amir_houshang_moein) è stato selezionato per il concorso Orizzonti Corti. Un pescatore che vive in esilio su una costa remota si immerge in mare per sfuggire al trauma della guerra. Ma sotto le onde riaffiorano i ricordi che credeva di essersi lasciato alle spalle, costringendolo a confrontarsi con il confine fragile tra oblio e redenzione. Siamo impazienti di vedere come la storia sarà portata sullo schermo con i tratti intensi del disegno dell’animatore Iraniano. 

Nato a Teheran nel 1985, Amir Houshang Moein ha conseguito un master in animazione presso l'Università d'Arte di Teheran nel 2011 e, nel 2013, ha iniziato a insegnare animazione e illustrazione all'Università Soureh sempre a Teheran. È regista di animazione e concept artist per progetti di animazione, serie TV e cortometraggi, oltre a essere membro dell'Associazione Internazionale del Film d'Animazione (ASIFA) dal 2011.


C’è un po’ di Iran anche alle Giornate degli autori.


In programma alla 23sima edizione delle “Giornate degli autori” c’è anche il  lungometraggio “I Plant my hand in the Garden” , produzione tedesco-serba diretta da Boris Hadžija e dalla regista iraniana Hoda Taheri. Il film racconta la storia di Hoda, una rifugiata iraniana a Berlino, e di Boris, un uomo queer serbo, che decidono di sposarsi e crescere un figlio insieme, affrontando però le sfide della burocrazia e delle aspettative familiari. Oltre a concorrere per le Giornate degli autori, questo film concorre anche per il Leone del Futuro - Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.  Nata a Teheran nel 1992, Hada Taheri è una rifugiata iraniana con sede a Berlino, in Germania. Nel 2016, ha conseguito la laurea in comunicazione visiva presso la Limkokwing University in Malesia. Il suo cortometraggio Mother Prays All Day Long ha vinto la menzione speciale al Locarno Film Festival 2022.

 

Altri volti dall’Iran:


Sempre in concorso, l’attrice iraniana Rahavard Farahani, protagonista sia di blockbusters internazionali che di film indipendenti, è nel cast del film francese “Un peu avant minuit”di Nicolas Pariser a fianco di Melvil Poupaud  (“Il tempo che resta” di Ozon) e di Chiara Mastroianni. E’ la sua prima volta a Venezia.


E’ iraniano-americana anche l’attrice Sepideh Moafi che fa parte del cast del cortometraggio forse più atteso dell’edizione di quest’anno della mostra del cinema. Si tratta del tributo di Maggie Gyllenhaal, anche presidente della Giuria per Venezia83, a Marilyn Monroe. Nel cast, oltre a Sepideh Moafi, anche la premio Oscar Ellen Burstyn (Leon d’oro alla Carriera 2026) e Dakota Johnson (entrambe nei panni di Marilyn) e Peter Sarsgaard.


Non dimentichiamo poi Négar Motevalymeidanshah, la vincitrice lo scorso anno del premio speciale della giuria Venice Immersive con l'opera Less Than 5gr of Saffron. La regista, animatrice e artista visiva iraniana farà parte della Giuria internazionale di Venice Immersive 2026, e la ammireremo quindi sul red carpet di Venezia, in occasione delle serate di apertura e di chiusura.

 

 

 Sadaf Asgari a Venezia nel 2025

 

 

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