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Mostra del Cinema di Venezia: i nostri pronostici

10 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Chi vincerà il Leone d’Oro? E quali film, al di là dei premi, resteranno nel cuore del pubblico? Raccogliamo i pronostici di colleghi e amici sulla 83ª Mostra del Cinema di Venezia, tra grandi favoriti, sorprese e pellicole indimenticabili, in attesa del verdetto delle giurie.


Who will win the Golden Lion? And which films will stay in the audience’s hearts, regardless of the awards? We gather predictions from colleagues and friends about the 83rd Venice Film Festival, exploring the frontrunners, surprises and unforgettable films as we await the jury’s verdict.



12 settembre 2026


È arrivato l’ultimo giorno della 83sima Mostra Internazionale di Arte cinematografica di Venezia, e ormai dappertutto (al bar, in fila per le ultime proiezioni… perfino in attesa delle toilette) tutti formulano le proprie ipotesi sui possibili vincitori.


Non c’è probabilmente un film che sovrasta nettamente su tutti gli altri, come era successo in altre edizioni, e questo rende questo “gioco” ancora più interessante. Abbiamo lasciato da parte i calcoli probabilistici, basati su “logiche” di qualsiasi tipo o sui voti della critica nazionale ed internazionale, e abbiamo invece provato a pensarci sulla base di quello che ci ha colpito o emozionato di più. Abbiamo chiesto a colleghi e amici, presenti alla mostra del cinema di quest’anno, di inviarci i propri pronostici, e li abbiamo messi assieme. Vi presentiamo qui quello che ne è venuto fuori, nell’attesa di conoscere gli esiti delle decisioni delle giurie internazionali.


I premi della sezione principale, Venezia83


La Giuria Venezia 83 assegna ai lungometraggi in Concorso – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi ufficiali: Leone d'oro per il miglior film, Leone d’argento - Gran Premio della Giuria, Leone d’argento - Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.


LEONE D'ORO:


Il leone d’oro è il premio che viene assegnato al miglior film e che segna il “vincitore” del Festival.

La maggior parte degli intervistati pensa che questo possa essere l’anno buono per Martin McDonagh e il suo “Wilde Horse Nine”. Il regista irlandese ha già vinto in due edizioni il premio alla miglior sceneggiatura. Altri possibili film indicati potrebbero essere “Look Back” di Hirokazu Koreeda, “DAU” di Ilya Khrzhanovsky e il film di apertura “Ink” di Danny Boyle. Qualcun altro, forse più lucidamente, ha la sensazione che il leone potrebbe anche andare a “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, per tutto quello che si è creato attorno alla partecipazione in concorso di questo documentario .

 Se, ad ogni modo, potessimo assegnarlo noi, il leone d’oro andrebbe a “A bit of light” di Ali Asgari.


Il cast di Wild Horse Nine
Il cast di Wild Horse Nine

I PREMI ALLE MIGLIORI INTERPRETAZIONI


La coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile viene attribuita dalla maggioranza dei votanti al grande John Malkovich per la sua magistrale interpretazione in “Wilde horse nine”. Nel caso il film rientrasse tra quelli premiati, il regolamento prevede che possa essere assegnato un riconoscimento all’interprete, solo con decisione all’unanimità della giuria. Tra gli altri nomi ipotizzati come possibili candidati ci sono Misagh Zareh (A bit of Light), Guy Pearce (Ink), Adriano Giannini (Ritorno a Buenos Aires), Xavier Bardem (Bunker) e Rodney Hicks (Mr. Nelson, Did You Kill People?). Tra tutti questi nomi manca quello di Luca Marinelli, che non ci dispiacerebbe, anche se ha già vinto questo premio nel 2019. 


Misagh Zareh (A bit of Light),
Misagh Zareh (A bit of Light),

Anche per il Premio Mastroianni ad un giovane attore emergente, le previsioni si sono focalizzate tutte su un nome, anzi su due nomi: Natsuki Deguchi e Aju Makita, protagoniste di “Look Back” di Hirokazu Koreeda, Apprezzamenti anche per la interpretazione di Atticus Afflek per “Company”.

Diverso il discorso per la coppa Volpi alla miglior interpretazione femminile, che ci ha visto dividerci in due fazioni. Da una parte l’italiana Vanessa Scalera, protagonista de “Il fuoco che ti porti dentro” di Edoardo De Angelis. Dall’altra la superba interpretazione della danese Mathilde Arcel in “Woman Unknown” della regista Mayel-Toukhy. In seconda battuta, ma lei la coppa volpi l’ha già vinta, Alba Rohrwacher è stata veramente bravissima (e diversa dal solito) in “Un petit soldat”. A noi piacerebbe, anche se le possibilità ci sembrano remote, che venisse dato un riconoscimento a Susan Sarandon, presente a Venezia nel film probabilmente meno apprezzato dalla critica:  “The Echo Chamber”.


I LEONI D’ARGENTO E GLI ALTRI PREMI DELLA SEZIONE PRINCIPALE.


I pronostici per gli altri premi sono stati piuttosto disomogenei anche se la rosa dei film indicati come possibili vincitori diventa molto più circoscritta.  

Sicuramente ci si aspetta un premio per “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, il reportage di forte impatto sulla distruzione della striscia di Gaza, prodotto da The Guardian. Molti di noi pensano che gli sarà assegnato il Premio speciale della Giuria o un premio speciale creato ad hoc per questa pellicola, che è davvero speciale. Qualcun altro invece pensa che potrebbe ricevere il Leone d’argento – gran premio della giuria.


Il cast di "Ink"
Il cast di "Ink"

I film che più spesso sono stati indicati per i premi della sezione principale sono stati “DAU” di Ilya Khrzhanovsky, “Woman Unknown” della regista May el-Toukhy (unica donna in concorso) e “Ink” di Danny Boyle, seguiti a stretto giro da “Look Back” di Hirokazu Koreeda e “Possible Love” di Lee Chang-dong, che difficilmente resterà fuori dal palmares, a detta di quanto si dice in giro qui al Lido.  

In pochi hanno indicato tra i possibili vincitori Nanni Moretti, tornato a Venezia dopo una assenza di oltre trent’anni con il suo “Succederà questa notte”, ma a nostro parere questo nome on va dimenticato tra i possibili candidati a qualche premio, così come Ali Asgari e il suo “A bit of Light”, che ha raccolto in sala grande un enorme entusiasmo, con applausi durati quasi 15 minuti, forse penalizzato in questi pronostici dal fatto di essere stato presentato l’ultimo giorno.


LE ALTRE SEZIONI


Difficile esprimere un pronostico per una sezione complessa e dove molti non sono riusciti a vedere molte pellicole. Segnaliamo tra i titoli citati l’iraniano “Moragheb, Falling House” di Mohsen Gharaei che potrebbe concorrere sia ai premi per il film sia per l’interpretazione maschile di Fahrad Aslani, “Lovers in the Blue Night” di Aluparna Roy (farà il bis alla miglior regia?) e l’interpretazione femminile di Emilia Schüle in “La ragazza con la Leica” di Alina Marazzi.



Il cast di "Lovers in the Blue Night"
Il cast di "Lovers in the Blue Night"

Nella sezione Venezia Spotlight, che prevede un premio al miglior film e un premio del pubblico, ci aspettiamo che possano essere considerati “Serpenti” di Roberto de Paolis e  “Hombre al Agua” di Gael Garcia Bernal.


Segnaliamo che un nostro collaboratore ha azzeccato entrambi i titoli che hanno vinto ex equo il queer lion: il documentario Queer Edward e il lungometraggio “London” di Victor di Marco e Marcio Picoli, di cui vi invitiamo a leggere l’intervista QUI.

 

I NOSTRI FILM DEL CUORE


Facendo questo giochetto del “toto-leone”, ci rendiamo conto che forse sono più i nomi che restano sulla penna di quelli che vengono indicati. Probabilmente, anzi “sicuramente”, anche le premiazioni ufficiali dimenticheranno qualche film che ci ha fatto vibrare, emozionare, applaudire. Abbiamo chiesto a tutti, quindi, di indicare anche “il tuo film del cuore di questa mostra”, indipendentemente dalle sezioni e da concorso/fuori concorso, e il risultato è stato abbastanza sorprendente. I film più amati, per cui ricorderemo questa fantastica edizione della Mostra del cinema, sono stati “Look Back” di Hirokazu Koreeda, i due film iraniani, “A bit of light” di Ali Asgari e “Moragheb, Falling House” di Mohsen Gharaei e la favola queer  “Peau d’homme” di Léa Domenach, con Catherine Denevue e Stefan Crepon, presentato come film di chiusura fuori concorso alle Giornate degli Autori.

Ora è il momento di smettere di fantasticare e di andarci a preparare per la cerimonia di chiusura. Sulle nostre pagine, vi racconteremo tutti i premi assegnati e, nelle prossime settimane, continueremo a raccontarvi i film di questa fantastica Mostra del cinema.

 

Articolo di PIETRO GALLINA – VENEZIACINEMA



Ringrazio di cuore: Manu, Pier, Laura, Settimo, Davide, Giorgio, Danilo, Raffaella, Giulia e, last but not least Blanca.


Gael Garcia Bernal
Gael Garcia Bernal

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