Entusiasmo a Venezia per “Joker” di Todd Phillips, con un Joaquin Phoenix da Oscar

"E' una mia sensazione o in giro la situazione e' sempre più folle?" annuncia la televisione riferendosi a rifiuti, inquinamento, baby gang, crisi del lavoro e all'invasione di super-ratti. La Gotham City ricostruita da Todd Phillips nei quartieri periferici di Newark e Jersey City (New Jersey) ricorda, a parte per i super-ratti, l'America di oggi, dove la società è sempre più in crisi e dove il miliardario Thomas Wayne (Brett Cullen) “è costretto” a candidarsi per risolvere la situazione con il pugno di ferro.



E' in questo mondo, a metà strada tra il fumetto e la realtà, che si arrabatta Arthur Fleck (Joaquin Phoenix), chiamato "Art" dai colleghi e "Happy" dalla madre Penny. "Nato per portare risate e gioia in questo mondo oscuro", Arthur fa il Clown e il Cabarettista, anche se torturato da problemi psichiatrici che spesso gli complicano la vita. Il suo candore nell’affrontare il mondo lo rende vittima di violenza e soprusi, mentre gli viene tagliata l’assistenza sociale e sanitaria.


Sono queste le premesse che porteranno alla trasformazione di Art in "Joker", uno dei "cattivi" per eccellenza del mondo dei fumetti. Joaquin Phoenix si è distanziato dagli interpreti precedenti del personaggio, Cesar Romero, Jack Nicholson, Heath Ledger, giocando tra realtà e fantasia, tra l'orrore del reale e quello irreale ricreato nell' immaginario del protagonista.



Questo Joker non nasce cadendo in una vasca di prodotti chimici, come nel fumetto, ma nella testa di un uomo-pagliaccio che nasconde il proprio dolore in una risata spasmodica e piena di sofferenza. E’ un “Joker” talmente umano da creare empatia nella gente, nonostante tutto quello che potrà combinare.


A fargli da controaltare il famoso comico televisivo Murray Franklin, interpretato da Robert De Niro, personaggio di successo e sempre politically correct e un Thomas Wayne, padre del futuro Batman, ricco ma insensibile. Lo spettatore, che sulla carta dovrebbe "tifare" per i buoni si trova talvolta disorientato, pieno di domande e dalla parte del “cattivo”. Bravi gli altri attori del cast ed Intensa come sempre l'attrice Zazie Beets, capace di parlare con lo sguardo più che con le parole.


Fantastica la colonna sonora che pesca ampiamente nel repertorio crooner (Frank Sinatra : That's Life , Zum zum zum; Glenn Miller & Marion Hutton: the Moon is a silver dollar).


Come ripete più volte "Send in the Clowns", qui nell'interpretazione di Frank Sinatra:

Isn't it rich?

Are we a pair?

Me here at last on the ground,

You in mid-air,

Where are the clowns?

quasi a sottolineare che si tratta di un pagliaccio triste, lacerato, poco divertente. Un pagliaccio che ha toccato il fondo, come lo toccano moltissime persone nella società di oggi, specie nelle periferie delle tante Gotham City degli states. E forse a “salvarle” non sarà un uomo pipistrello...

Articolo e Foto di Pietro Gallina

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