Alla ricerca di Oum Kulthum

Un salotto lussuoso di una villa, o forse di un hotel. Una splendida signora, fasciata in un affascinante abito verde sale le scale, mentre un'altra, più giovane, la segue. Non le separa solo l'età: la prima sembra uscita dagli anni '50, mentre la seconda indossa vestiti moderni. Segue ogni suo passo. In silenzio. La giovane donna, interpretata da Neda Rahmanian, e' Mitra, una giovane regista iraniana che insegue un progetto ambizioso: realizzare "voice of Egypt", un film sulla vita di Oum Kulthum, la più grande cantante egiziana di tutti i tempi.

Inizia così "Looking for Oum Kulthum", il magnifico film che l'artista Iraniana Shirin Neshat, leone d'argento nel 2009 con "Donne senza uomini", ha presentato quest'anno a Venezia. Shirin affronta ancora una volta la storia di una donna, che sembra anche somigliarle molto.

Shirin neshat. Foto di Lyle Ashton Harris

Mitra decide di lasciare l'Iran, e il figlio Nima, e di recarsi in Egitto, prima per realizzare il casting, poi per girare. Ingaggia,tra gli altri, la giovane Ghada, una maestrina con il dono prezioso del canto, interpretata dalla bravissima attrice egiziano-palestinese Yasmin Raeis, vincitrice di numerosi premi nel medio oriente.

Yasmin Raeis a Venezia74 - Foto di Danilo Maggi @danilomaggi

Sullo sfondo degli eventi della storia egiziana dell'ultimo secolo, come le proteste femministe, la rivoluzione egiziana del 1956, i funerali di Oum nel 1975, a cui partecipo' una folla immensa, Mitra mette in scena la propria visione e la propria interpretazione di questo grande personaggio, scontrandosi con le idee dei collaboratori locali, tra cui la stessa Gahda. "Questa non è la nostra Oum, lei cantava per il popolo e non per i re".

Con uno splendido gioco del film nel film, la ricerca nel passato sul personaggio diventa per Mitra quasi un viaggio alla scoperta di se stessa e del rapporto con il proprio passato. Mitra riuscira' a dar vita alla vera Oum Kulthum? Descriverà solo l'icona o riuscirà a far rivivere la persona dietro il mito.? Forse non è così importante, rispetto al l'aver trovato se stessa, tanto che la stessa Oum, evocata quasi come un fantasma a cui presta il volto Najia Skalli, dirà "Mi piace il tuo fuoco, quello che brucia dentro di te". Tanti i volti,soprattutto di donne, che la regista proietta sullo schermo quasi come fossero fotografie. E splendide fotografie di donne realizzate da Shirim Neshat si possono vedere proprio in questi giorni al museo correr dove, fino al 26 Novembre e' allestita la mostra "the home of my eyes"

Shirin Neshat s a Venezia74 - Foto di Danilo Maggi @danilomaggi

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